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L’IMPORTANZA DELLA NOIA PER I BAMBINI

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Ogni giorno, ma soprattutto durante le vacanze da scuola, io mi preoccupo di impegnare il tempo delle mie figlie.

Mi sveglio e penso: oggi dobbiamo fare scuola, danza e festa dell’amichetta.

Laboratori, attività, uscite, gite, viaggi e pomeriggi di gioco con le amichette, un vero e proprio programma per non lasciare spazi liberi.

E infatti quando Giulia si sveglia nel weekend, la prima cosa che mi chiede è: “Mamma, cosa facciamo oggi”?

Ma è giusto?

A riguardo, ci sono alcuni autorevoli pareri di psicologi che ritengono tutto questo molto ma molto sbagliato, perché i bambini hanno bisogno di spazi liberi, liberi da attività già organizzate, in cui possono autogestirsi ed eventualmente annoiarsi.

Per i bambini è importante annoiarsi.

E invece no.

Perchè adesso il niente fa paura. Prima di tutto a noi genitori, che appena vediamo nostro figlio spazientirsi gli diamo il tablet, ci preoccupiamo di riempire i momenti vuoti e di non far mancare nulla ai nostri bambini.

Anche se è vero, rispetto al passato, che oggi si lavora di più, spesso non ci sono ammortizzatori sociali a sostegno, l’unico aiuto spesso è costituito dai nonni e mandare i bambini a fare attività è una necessità. Ma vi posso assicurare, guardandomi intorno, che nella maggior parte dei casi non è così.

Perchè è così importante la noia per i bambini?

La noia, in realtà, stimola l’autonomia dei bambini, perchè lo mette davanti a se stesso, perché richiede uno sforzo.

Inoltre, stimola la creatività: come quando noi eravamo piccoli e nel cortile di casa, ci inventavamo un gioco per passare il tempo.

Perchè la noia non fa paura ai bambini, ma a noi genitori.

Avere troppo tempo in casa i nostri figli in libertà ci spaventa, perché temiamo di non riuscire a gestirli, di non sopportarli, di “impazzire”, magari senza l’aiuto dei nonni e vogliamo che siano perfetti in ogni disciplina.

E allora preferiamo impegnare riempire fino alla saturazione i pomeriggi dei nostri bambini.

Lunedì, mercoledì e venerdì danza, martedì e giovedi nuoto, sabato inglese e domenica a casa dei nonni, con zii e cuginetti. Wow, ce l’abbiamo fatta.

Risultato?

I bambini finiscono per non avere più tempo libero, o meglio finiscono per non annoiarsi più.

Invece per i bambini è importante annoiarsi.

Ma rifletti: meglio un figlio annoiato o un figlio infelice? 

Infatti, non vuol dire che un bambino super impegnato sia felice e sereno, soprattutto se non sono attività che ha scelto. Durante l’anno, questi bambini sono già super stressati dai mille compiti della scuola e ritmi frenetici tra scuola e famiglia e quindi arriva il momento in cui hanno bisogno di alzarsi con calma, di non sentire i nostri “Sbrigati, forza, dai, è tardi” ma di avere dei momenti liberi.

Al contrario, un bambino che sa giocare anche da solo, indipendente ed autonomo, avrà una forte autostima e imparerà a gestire i momenti vuoti ed i pomeriggi non pianificati dai genitori.

Lasciamo che i nostri figli imparino nuovamente ad annoiarsi, proprio come facevamo noi 30 anni fa. Magari non sapevamo suonare la chitarra e non parlavamo inglese a 6 anni ma sapevamo organizzarci un pomeriggio e divertirci con poco, pochissimo, con due teli, mollette e due sedie.

La noia fa bene.

Io mi sto impegnando in questo e sono contenta che ogni tanto Giulia mi dica “Mamma, mi sto annoiando”.

Come dice la scienziata Teresa Belton, esperta d’infanzia:

“Facciamo dunque i giusti onori alla noia. Questa buona fata che costringe i nostri bambini, sbadigliando, a scegliere ciò che è davvero utile per loro.”

 

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