Kids fashion

Perchè i cartoni animati di oggi aiutano i bambini a gestire le loro emozioni

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Generazione anni ’70/’80 a raccolta!

Raccontatemi…

Chi tra voi non si è depresso guardando le puntate di Anna dai capelli rossi, Remì o Sui Monti con Annette?

Mi chiedo: perché negli anni ’80 e ’90 eravamo affascinati da questi cartoni super tristi, in cui tutti erano abbandonati dai genitori, orfani, rinchiusi in orfanotrofio, poveri, vittime di angherie e incomprensioni?

Muoiono i tuoi genitori?

Ti rinchiudono in un orfanotrofio?

Ma cosa vuoi che sia…

 

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Ogni episodio finiva con un nuovo trauma e una tragedia, eppure i protagonisti trovavano sempre un motivo per cui sorridere.

Io adoravo questi cartoni e non ricordo di aver assunto nessun antidepressivo. E se considerate che alternavamo questi cartoni alle mirabolanti ed improbabili acrobazie di Mila e Shiro e di Holly e Benji, mi chiedo come sia possibile che non siamo finiti tutti in analisi?! Più o meno, dai.

E oggi, invece?

Ai giorni nostri il modello di cartoni animati è completamente cambiato.

Daniel Tiger, Topo Tip, Simone, Peppa Pig. Spopolano questi modelli di famiglia rappresentati da animali, che riproducono i comportamenti dei bambini nella loro quotidianità, nei rapporti con i genitori, con gli amichetti, nelle situazioni a scuola ecc.

 

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Obiettivo? Educare i bambini alla gestione corretta delle loro emozioni.

Questi cartoni insegnano quanto le emozioni siano importanti e come sia necessario acquisire consapevolezza di quello che succede dentro di noi, affrontando sensazioni e emozioni senza rifiutarne nessuna. Anche ciò che potrebbe sembrare inutile oppure negativo, come la tristezza, per esempio, non va rifiutato.

Saper dire: sono triste, sono contento, mi sei mancata, ho paura, ho bisogno di aiuto, sono arrabbiato, ti voglio bene.

 

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Questi cartoni raccontano come sia importante riconoscere, verbalizzare e gestire le emozioni; parlano di sentimenti, di amicizia, di gelosia tra fratelli, di egoismo, ma anche di condivisione, di tolleranza e di autostima.

Impossibile dimenticare la canzone ricorrente di Daniel Tiger: mi piaci, mi piaci, mi piaci così come sei”.

Cosa non da poco di questi tempi.

Ecco come i cartoni animati sono lo specchio dei cambiamenti della nostra società, delle famiglie e dei bambini.

Io preferisco i cartoni di oggi, e tu?

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1 Comment

  1. Anna Rizzo

    14 novembre 2019 at 3:12 pm

    io ogni volta che guardavo la sigla di PollyAnna scoppiavo in lacrime perché sapevo aveva perso entrambi i genitori.. Negli ultimi 20/30 anni ce ne sono stati di cambiamenti nei cartoni animati..Adesso sono per i bambini un potentissimo veicolo di apprendimento oltre che di svago (penso ad esempio ai cartoni glottodidattici in inglese) Comunque sono d’accordo con te: anche io preferisco i cartoni di oggi 🙂

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