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Esempio e non parole: come educare i figli

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“Giulia, ti ho detto di non urlare, ancora? Basta! Ti ho detto di non gridare”, urlando come una matta.

Ti succede spesso? Capita a tutti, ne sono convinta.

Ma

educare i figli senza urlare e senza alzare le mani

si può.

I bambini vengono educati da quello che gli adulti sono e non dai loro discorsi.
Carl Gustav Jung
Come?
Esempio.
Meno parole ma più fatti.
Difficile vero? In realtà no.
L’esempio vale più di mille parole e rimproveri. Perchè? Perché i nostri bambini tendono a imitare noi genitori.

Emulare gli adulti, noi genitori, gli insegnanti e chi li circonda, viene naturale ai bambini.

 

Come educare i figli con l’esempio?

Inutile insegnare ai bambini le paroline “gentili” e invitarli a non dire determinate parole, se poi noi genitori usiamo regolarmente “parolacce”. Tipica situazione: il bambino usa una “parolaccia” a scuola, la maestra lo rimprovera e gli chiede dove l’abbia sentita, il bambino risponde: “La dice sempre il mio papà”. Come facciamo ad arrabbiarci, è la verità.

Se invece io mamma ti aiuto ad esprimerti e a tirare fuori ciò che hai dentro,  sto compiendo la MISSIONE più importante: AIUTARTI A VEDERE TE STESSO CON TUTTO IL VALORE CHE HAI.

Ricordati che la recettività di un bambino è estremamente alta, tuo figlio è una SPUGNA, impara da te per IMITAZIONE.

 

Ricordati che le parole che usi con tuo figlio possono aiutarlo o limitarlo.

 

Ricordati che le parole che usi con tuo figlio lo segnano, anche se può dimenticarle.

Hai nelle tue mani il potere di plasmare l’autostima di tuo figlio, un potere che dovresti conoscere e soprattutto saper usare al meglio.

 

Agiamo veramente per imparare ad essere genitori migliori e non avremo di che preoccuparci perché avremo fiducia che, anche se non sappiamo cosa gli riserverà la vita, abbiamo la certezza di avergli fornito il bagaglio di autostima e fiducia interiore necessario ad affrontare la vita, tutta la vita, nelle sue bellezze e nelle sue difficoltà.

E SE URLO CHE SUCCEDE? 

Meglio educare i figli con l’esempio

Urlare a nostro figlio purtroppo ha lo stesso effetto dell’approccio fisico, di uno schiaffo. Al momento può servire a bloccare un suo atteggiamento sbagliato o un capriccio. Ma nel lungo periodo danneggia fortemente la sua crescita, secondo i pedagogisti.

Le urla e le minacce compromettono il legame tra genitori e figli, perché è contro natura provare amore verso chi ci ferisce e questo può causare problemi anche nelle relazioni affettive da adulti.

Allora, se vogliamo aiutare i nostri figli e noi stessi, è fondamentale uno sforzo da parte nostra per evitare questi comportamenti e allenarci ogni giorno a utilizzarne altri.

Non reagire ad un comportamento negativo con un altro comportamento negativo.

Questa è una regola difficile da applicare, ma assolutamente fondamentale.

Dare una sculacciata ad un bambino perché ha fatto qualcosa di sbagliato, non gli sta insegnando nessun atteggiamento corretto, non gli sta dicendo come si deve comportare, ma lo sta semplicemente spaventando.

Se reagisco ad un capriccio o a un comportamento sbagliato dandoti uno schiaffo, non ti sto educando né ti sto dando alcun insegnamento. Ti sto semplicemente legittimando alla violenza.

L’esempio sei tu, non solo le tue parole.

I bambini non imparano attraverso quello che diciamo loro ma attraverso l’imitazione e il gioco.

Quando la rabbia sale, capita a tutti di scaricare la nostra frustrazione sui figli.

MA LORO NON C’ENTRANO NULLA!

Il latte versato sul pavimento, i capricci, i dispetti fatti al fratellino non sono un buon motivo per urlare e mostrarsi arrabbiati.

Quando li trattiamo male, quando urliamo, li minacciamo o li rimproveriamo con castighi e punizioni, la nostra rabbia ha sempre e solo a che fare con Noi, con le nostre paure più profonde, con il nervosismo, con lo stress che ci portiamo dietro dal lavoro oppure da uno screzio con il nostro compagno.

 

COME EDUCARE I FIGLI SENZA ALZARE LE MANI E SENZA URLARE

Noi genitori non ci rendiamo conto di quanto sia importante la nostra figura per i nostri figli; noi siamo costantemente con loro e loro ci guardano sempre, anche quando noi non ce ne rendiamo conto: quando diciamo “buongiorno” a un passante, quando cediamo il nostro posto ad un anziano in un mezzo pubblico, quando diciamo “grazie” a chi ci tiene aperta la porta di un negozio e in mille altre occasioni.

I nostri figli ci guardano e imitano quello che facciamo e come ci comportiamo. Sempre.

 

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